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Dégagements: la rivoluzione è un biglietto di sola andata.

copertina-degagementsTunisia, anno 1429 del calendario islamico.

Un azzurro settembre di inizio Ramadan, il momento giusto per partire e per non tornare – forse? – più.

Un altro strappo per andare più lontano. Un’ altra smagliatura disegnata sulla pelle dell’anima. Anche così si misura la vita: come fosse un corpo che si trasforma ed ogni cambiamento lascia un segno al suo passaggio. Strappi. Cicatrici. Suoni sordi dentro. Segni d’esistenza, rituali d’iniziazione. Cose che vuoi o non vuoi ti accadono, comunque. Tra paura ed eccitazione, lasciavo questa terra che per una parte cruciale della mia vita mi aveva ospitata come la madre nel ventre una figlia.


La Tunisia, l’ho vissuta, amata, odiata, come una seconda patria. Qui ho cercato e trovato ciò che si teme andando per il mondo: quella parte preziosa e nascosta di sé stessi, quanto di più vero esiste del proprio sogno. E anche il suo contrario. Che poi, le questioni d’identità restano equazioni irrisolte. Per fortuna.Bint bledi , si dice in arabo, ” figlia del proprio paese”: figlia anche di questa terra incastrata per caso in un luogo di passaggio, una terra che come me cerca senza tregua il suo confine, il suo opposto, la parte più straniera di sé.

Del resto, anche cercare l’identità della Tunisia è come cercare la metà di qualcosa, di qualsiasi cosa destinata a contraddirsi o restare incompleta. Chi sei tu, Tunisia? Euro-araba, comunista-musulmana, cristiano-patriarcale, nero-giudaica, democratico-tradizionalista, ateo-femminista, e perché no: consumista-barbuta-velata-in minigonna…

La Tunisia è stata a lungo anche l’ipnosi subita del sultano Ben Ali e della principessa Trabelsi e poi la loro acerrima negazione.
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Le sorelle e fratelli tunisini lo sapevano, lo sapevamo tutti, che prima o poi si sarebbe rotto l’incantesimo e sarebbe accaduto quello che doveva accadere. La fine di un ciclo della Storia. Ogni cosa al momento giusto:  ma è proprio saper cogliere quell’esatto momento l’esperienza più difficile. Riuscirci è come prendere il primo treno al volo senza sapere con certezza dove vada. Come avere il biglietto di un viaggio di sola andata. Come un dégagement. Come una sorta di  rivoluzione.

Come si fa una rivoluzione? Ah, io non lo so. So solo che è sapere più o meno con consapevolezza di non poter tornare mai più indietro, che anche tornando, non sarà mai la stessa cosa di prima : né io, né tu, né gli altri, né quei luoghi che i nostri occhi hanno visto sotto una luce che non è più esattamente uguale a prima.

Moi aussi, j’ai dégagée. E non sono tornata indietro, in una Tunisia che non è più quella di una volta, quando c’ero anche io. Ma il mistero è questo: c’è e ci sarà sempre una parte di me che è rimasta lì. Una me che nel quotidiano lotta, vince e perde, gioisce e si dispera, che continua accanto a forze conosciute e non, a camminare sulla strada della propria microstoria. Un percorso unico che è, nostro malgrado, un comune correre lento a cui non ci si può sottrarre, se non perdendo il ritmo.

Tutti questi passi insieme, qui esitanti o lì decisi, e questi sguardi, l’uno con l’altro, l’uno nell’altro, mi ricordano che non siamo soli in questo cammino di ricerca, e ci batte forte la volontà di vivere.

Vi starete chiedendo allora cosa sia la volontà di vivere? Esattamente non lo so bene neanche io, ma ve lo dico come ve lo direbbe un poeta tunisino a me caro, Abu El Kacem Chebbi. Lui, che appena ebbe il tempo di scoprirlo e se ne andò a soli 25 anni.

“La volontà di vivere è non smettere mai di essere

ciò che si è: una luce libera, diffusa su tutta l’esistenza”.

Alla Tunisia mia e non più mia. Che sia cammino lento, di luce libera.

Expo :” Dégagements: Tunisie un an après”. Institut du Monde Arabe, Paris.

Shokran jazilan barcha barcha a Neshez per la splendida musica e  a tutte le artiste e gli artisti che espongono all’IMA, perchè loro mi hanno fatto ancora sognare e arrabbiare per questa terra che mi porterò nell’anima, fino all’ultimo respiro:

Michket Krifa - Meriem Bouderbala - Nidhal Chamekh - Ali Cherri - Hichem Driss - Wissem El Abed - Aicha Filali - Faten Gaddes –  Jellel Gasteli - Wassim Ghozlani - Ahmed Hajeri - Halim Karabibene - Rym Karoui - Mouna Karray - Majida Khattari - Nadia Khiari - Abdoulaye Konaté - Nicène Kossentini - Héla Lamine - Mourad Salem - Nabil Saouabi - Sk-one & Meen-One - Patricia Triki.

 

Source : artivismi.wordpress.com

 

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